#ESTATEADDOSSO


Prendiamo gli scogli, indossiamo il sale più bello dell’armadio, mettiamoci un’anguria per proteggerci dal sole e partiamo. Direzione “ESTATE”. Siri ti dà il permesso di andare al mare, ci sono circa 34° all’ombra, forse siamo pronti per iniziare.

Non ci troviamo in una stagione dell’anno, non è l’inizio dell’estate che ci fa sentire estivi. Sentivo l’estate addosso a maggio, quando avevo ancora tanti libri da studiare e tante nottate da passare in bianco. Mi sentivo in estate la notte prima degli esami, non mi sentivo in estate una settimana dopo. A volte non è la libertà fisica che crea l’estate ma la freschezza con cui iniziamo a guardare le cose, quando alzi gli occhi al cielo e senti che il sole ti scalda, ti bacia. L’estate arriva dopo una delle tante interrogazioni, quando torni a casa e sai che anche se solo quel pomeriggio uscirai più leggera. L’estate arriva quando sai che sei abbastanza leggera da riempirti di scottature, salsedine, tanto tempo per pensare e un infinito numero di gelati comprati, fregati, morsi, gustati, desiderati, caduti, immaginati, provati, amati. Il caldo ci annebbia, ci confonde. Il caldo scompiglia la nostra routine, ci rende “istintivi”. Ecco perché ci piace tanto questa stagione, perché ritorniamo noi stessi, senza vestiti, senza sacchi in cui poterci nascondere, il sole ci illumina ancora di più, il caldo ci fa incavolare, non teniamo più a freno quella compostezza che tanto ci omologava. L’estate ci spoglia, ci rivela e siamo tutti più buffi, più sorridenti, più innamorati.

“l’estate addosso

un anno è già passato

vietato non innamorarsi ancora”

Jovanotti ha ragione, l’estate è amore. Forse perché in amore la ragione non ce la fa a restare in piedi, forse perché anche l’amore ti smaschera, ti rende vulnerabile ma libero. In estate siamo abbastanza leggeri per riempirci di amore.



 

 

Cosa mi aspetto da questa estate?

Bè mi aspetto tanto mare, mi aspetto di ridere fino all’alba. Mi aspetto di dormire tanto, aprire tutte le finestre. Aspetto tante stelle. Ma parliamo di un’estate un po’ più pratica. Parliamo di un’estate universale.

        • Da questa estate mi aspetto tanti colori! Il rosa shocking, utilizzato da Moschino e ispirato alle 100 barbie nel mio armadio.
        • Il ciano e l’acquamarina sulle passerelle, ah e naturalmente una moltitudine di ricami. Chloè e Valentino, con la loro eleganza, hanno optato per un’estate molto delicata, trasparente, calda ma attraversata da un vento fresco, dolce proprio come i loro abiti. Troviamo sandali alla schiava, donne guerriere (modalità principessa Xana:ON), ricami e abiti da sera molto leggeri. Sembra che i vestiti si mantengano sul corpo così, grazie alla gravità e nient’altro. Non c’è nulla di troppo attillato, nulla che ci imprigiona.
        • La donna Valentino, specialmente, non è umana, è una fata posatasi sulla terra per sbaglio, ha visto quanto è bella la vita qui ed è rimasta per farsi ammirare da noi.
        • Per Giorgio Armani le tonalità in voga nel 2015 sono neutre, leggere e delicate, come quelle delle pietre e della polvere. Iniziata con un video dedicato alla sabbia creato da Paolo Sorrentino, la sfilata getta l’attenzione su terre lontane come l’oriente e in special modo la Siria. 



        • Ma le frange hanno coinvolto l’intero Fashion system. Dalle zeppe di Charlotte Olympia alle gonne di Armani e il poncho di suede color caramello di Alberta Ferretti, l’estate 2015 si veste di frange. Un po’ da Hippie.


     

     

    Ma per chi lavora, quand’è estate?

    L’estate, come ho detto, arriva quando vogliamo noi. Anche in ufficio e Jeremy Scott ha trovato un modo per non far rimpiangere la spiaggia e il costume da bagno. Bisogna pur pensare a chi ancora la mattina prende il sole dietro una scrivania. Ed è per questo che ha proposto piccoli tailleur con tanto di bikini trompe l’oeil stampato sopra. Moschino ci ricorda che siamo sempre liberi, che il lavoro è libertà di espressione, è amare ciò che si è in grado di fare, è anch’ esso estate.



     

    Dobbiamo andare lontano, dove?

    Rimango dell’idea che non ci si debba allontanare se non si conosce la terra che attraversiamo qui, 12 mesi all’anno. Tutto sembra più bello quando non è nostro. Il mare è più limpido là, qui non c’è abbastanza divertimento, l’aria si respira meglio lì, si corre meglio in quell’altra spiaggia, il sole è più giallo in quella città. No, è giallo anche qui. Credetemi. Ecco io penso che l’estate si goda anche vicino alla propria casa, o almeno bisogna dare una sbirciatina prima di partire e iniziare ad elogiare mondi oltreoceano. Non tutti possono volare, parlare nuove lingue e assaporare cibi esotici, embè? L’estate è ritrovare se stessi e il posto migliore per farlo è la propria casa. Io ad esempio vivo la mia estate molto spesso qui, lungo la costa Calabrese, e mi piace conoscere tanti piccoli angoli che se andassi lontano tralascerei e non ammirerei. Il mondo è bello in qualsiasi luogo ti trovi, ma non bisogna dimenticare che anche qui è mondo. Resto sulla riva del mio mare per ore e ore, qui a Roseto, e inizio a scavare tra i pensieri. Da poco ho capito quanto sia bello restare, conoscere qualcosa che ti è così vicino da non accorgertene. E allora consiglio un viaggio nel proprio paese, prendetevi un giorno per voi, solo voi, e girate per i vicoli, divertitevi nei labirinti del centro storico, e se avete il mare tuffatevi e nuotate, nuotate tanto fino a potervi girare e guardare da una nuova prospettiva, la prospettiva del mare. Guarderete così il vostro “quadro generale” e vi accorgerete che tanto male non è. Che l’estate è dove vogliamo che sia.

    (Vedi lo speciale dedicato alle vacanze su https://www.dalani.it/vacanze-italiane/)